Capurso? Punti di vista!

IMG_1890È una vera e propria galleria d’arte. Il piano rialzato accoglie Capurso punti di vista, la mostra organizzata da quattordici “neo” appassionati di fotografia capursesi guidati sotto il profilo artistico da Salvo Pastore e dal punto di vista più strettamente organizzativo da Max Centrone. Al primo piano, nella sala eventi, l’artista capursese Ferdinando Capobianco espone in una delicata personale i suoi primi quarant’anni di arte pittorica. Parliamo di Capurso, della biblioteca D’Addosio, fiore all’occhiello delle attività culturali di questo paese. Un luogo attivo trecentosessantacinquegiornilanno, dove i libri, fanno spazio al cinema, al teatro, alla musica, alla pittura e alla fotografia; dove i bambini delle scuole dell’infanzia accolgono quelli delle primarie che a loro volta accolgono i ragazzi delle scuole secondarie, sino ad arrivare ai giovani studenti dell’università della terza e libera età. Non sembra vero ma è la D’Addosio di Capurso, un luogo sino al 2010 abbandonato a se stesso, un luogo che amministrazione e associazioni hanno “spolverato” e messo nelle mani della comunità. Ma torniamo alle mostre. Di complimenti i protagonisti ne stanno ricevendo tantissimi. Hanno fatto un ottimo lavoro. Sono volenterosi, non è semplice garantire gli orari di apertura della biblioteca in giorni di festa o peggio ancora nei giorni lavorativi. È impegnativo e per questo vanno ringraziati. Vanno ringraziati i fotografi, che hanno regalato al nostro paese, scatti in alcuni casi comici, in altri intrisi di romanticismo, in altri ancora reale immagine del luogo in cui viviamo. Hanno descritto con poco più di novanta scatti una Capurso che io stesso non conoscevo, particolari interessanti della nostra Polis che riempiono d’orgoglio noi capursesi doc. Riempie d’orgoglio anche passeggiare nell’affascinante mondo del maestro Ferdinando Capobianco. Classe 1946, pittore da ormai quarant’anni. Ha regalato un’opera all’amministrazione comunale, ha chiesto di disporla nella Sala Giunta, la stanza dei bottoni, dove “equità, libertà e rettitudine” devono vincere sempre. Grazie Ferdinando, grazie ragazzi. Avete regalato a Capurso un altro momento di alta cultura, nel rispetto di quelle che sono le nostre possibilità, nel rispetto delle ristrettezze economiche e dell’assenza di GRANDI spazi pronti ad accogliere il fermento culturale che in questo momento storico caratterizza il nostro paese.

Commenta