Checco (Luca) e l’ex cinema Enal. Una storia … senza radici.

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Rai 3, Corriere della Sera, Radio 24, giornali e giornalini di gossip nell’ultimo mese si sono divertiti ad accostare l’immagine e soprattutto gli incassi di Luca e del suo film al simbolo assoluto dell’abbandono politico e sociale che Capurso ha dovuto subire nell’ultimo ventennio di “non politica” al servizio del paese.
Sento molta confusione in giro, per questo voglio raccontarvi brevemente la storia dei 726.000 Euro che l’amministrazione Crudele ha puntato su quel palazzo, per decenni monumento al totale disinteresse di alcuni politici capursesi del passato nei confronti del mondo della cultura. Della serie più verdura meno cultura o addirittura la cultura non si mangia.
checco-zalone-su-vanity-fair-vivo-in-un-perenne-stato-d-ansia-209600Per prima cosa libero il campo dalla voce di piazza più chiacchierata di questi giorni: Luca NON pagherà il recupero dell’ex Enal. NON l’ha mai detto (NON lo dirà mai), e nessuno glielo ha mai chiesto. Quindi, chiacchiere! Certo la notizia di un’amministrazione che, in un periodo come questo, punta tutti quei soldi (solo una parte di quelli realmente serviranno) su un contenitore culturale, è una notizia che fa gola ai giornali. Se poi il paese è quello dell’attore che si mangia i record d’incasso delle sale cinematografiche italiane (e non solo), la notizia è servita!
Ma la storia inizia qualche anno fa: l’attuale amministrazione, nel 2010, nel corso della campagna elettorale, prometteva un’idea per l’ex-Enal entro 100 giorni dall’insediamento. In quei primi 100 giorni, sono state tante le idee discusse, ma nessuna era all’altezza della situazione. Si è pensato a progetti di finanza, ad affidamento in gestione, a bandi regionali ed europei, ma nulla di praticabile. Morale: nei primi 3 anni, niente di fatto. Ma poiché la volontà politica di recuperare e mettere nelle mani dei capursesi un contenitore culturale è molto forte, ecco la decisione, molto tempo prima dell’uscita di “Sole a Catinelle” lo scorso 30 ottobre, dcheci puntare una grossa parte dell’avanzo di amministrazione sulla struttura che, lo ricordo, già nel 2011, con una spesa di circa 30.000 Euro è stata liberata dalla pericolosa presenza di una copertura in amianto.
Luca, Sole a Catinelle e i suoi “famosi” incassi, con l’idea di rimettere a nuovo l’ex-Enal, non c’entrano nulla. Al massimo, se avrà piacere, visto che prima di diventare una stella del cinema con la cultura locale aveva molto da condividere, molto presto gli sarà chiesto (ti prego dicci di si!), di essere il testimonial della (ri)nascita di quella struttura. Diventerà un contenitore polifunzionale al servizio dei giovani in arte. Chi più di lui può prestare la faccia (solo la faccia) a questa causa?

p.s.: qualcuno mi dirà che l’amministrazione precedente a quella attuale, ha con grande sacrificio acquistato il rudere dalla regione. Chiacchiere! Un buon padre di famiglia non fa acquisti senza un minimo di progettualità. Un buon padre di famiglia non acquista un rudere per vederlo decadere giorno dopo giorno. Le operazioni di facciata non servono a nessuno!

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