Una bella passeggiata nel Centro Storico di Capurso. La rinascita passa anche di qua.

piazza gramsciSabato mattina con Mario Costantini e Giuseppe Tangorra, nessuno dei due è vigile urbano (ve lo assicuro), abbiamo fatto un giro nel tanto chiacchierato Centro Storico di Capurso. Dal comune, attraversata via Casamassima, abbiamo percorso Vico D’Alba. Siamo passati dinanzi a uno studio di architettura (chiuso) e ad una polleria (c’erano un paio di clienti al banco) e ci siamo recati in piazza Gramsci. La strada è brutta, disconnessa, assolutamente da ribasolare (e questo lo sapevamo già), ma non sporca, non c’erano erbacce e cacche di cane che la contaminavano…forse siamo stati fortunati o forse siamo stati attenti a recepire le richieste della gente, intervenendo con prontezza per la risoluzione di qualche problemino.
In Piazza Gramsci c’erano un giardiniere del comune e un operatore del servizio civico al lavoro. Come ogni primavera, girano il paese per tagliare le erbacce che in questo particolare momento dell’anno vivono l’esplosione della primavera. In effetti hanno avuto molto da fare. Le erbacce in Piazza Gramsci non mancavano ma il problema, almeno per ora è risolto o comunque in via di risoluzione. La festa di San Giuseppe non c’entra nulla, capita di primavera, è un caso. Giunti all’altezza dei bidoni dell’indifferenziata, abbiamo notato che a differenza di quello che alcune foto pubblicate in questi giorni su facebook, grossi problemi e soprattutto rifiuti ingombranti non ce n’erano.
Abbiamo continuato la piacevole passeggiata percorrendo via Pappacoda, abbiamo incontrato e scambiato due chiacchiere con l’operatore ecologico addetto allo spazzamento. In via Pappacoda e via Sant’Antonio la situazione è altrettanto tranquilla. Certo non ci passa nessuno manco a piedi, su questo non si può dare torto a nessuno. Ma probabilmente alla stessa ora nemmeno in via Madonna del Pozzo c’è passeggio. La crisi “di presenze” in questo momento è di tutti, non solo del centro storico. Ci sono erbacce ai lati della strada e un po’ di erba spunta fuori anche da alcune parti di pavimento sconnesso. Nei prossimi giorni l’operatore comunale girerà anche in queste strade e risolverà il problema. La strada più rovinata è senza dubbio via Sant’Antonio, da casa di Michele Salindaue fino all’intersezione con via Mizzi. È una strada al limite della decenza. Bisogna intervenire al più presto! Ma è pulita e questo mi/ci consola. Giuseppe Tangorra che è un ottimo fotografo, persona con cui mi vanto di aver instaurato un rapporto di sincera amicizia, fa qualche scatto dei suoi. Mi serviranno per pubblicizzare al meglio l’anteprima del Summer Jazz Festival, che porterà nel Centro Storico un bel po’ di gente anche da fuori Capurso. Al contrario di altri, siamo alla ricerca di spazi belli e assolutamente originali che il nostro borgo antico offre. E ce ne sono tanti!
Per tornare in piazza Gramsci percorriamo via Balzo. C’è un vuoto urbanistico dovuto all’abbattimento di una palazzina che qualche anno fa ha subito qualche lavoro “non autorizzato”. Mi dice Mario (il vice Sindaco) che ad oggi i proprietari hanno il permesso di ricostruire tal quale all’originale l’immobile. Il comune sullo stato attuale dei luoghi non ha alcuna responsabilità.
Ci affacciamo in due piccole piazzette che secondo me sono adattissime ad ospitare concerti di musica classica, jazz, popolare. Ma anche, come abbiamo già fatto lo scorso anno in via san’Antonio e via Pizzoli, monologhi teatrali, letture ed altro ancora. Sarà fatto!
Ci fermiamo in piazza Gramsci e si fa avanti qualche cittadino per chiedere “civilmente” di intervenire in alcuni punti del borgo. Lo spazzino, la strada, la posta, i problemi di sempre. I problemi di tutti. Altrettanto civilmente rispondiamo alle richieste. Sempre in piazza Gramsci una voce un po’ meno civile, un vent’enne penso, urla all’addetto al taglio dell’erba “dè dret a da scì, che fesc sc’chif, ddò stim abbandonet, muovt”. Un gran signore. Non so chi fosse, ma … complimenti per il garbo. Restiamo ancora un po’ a chiacchierare al sole e poi andiamo via percorrendo via Pizzoli. Anche qui c’è erba da tagliare. La strada è pulita. Niente cacche. C’era una bellissima nonnina seduta ad uno scalino (una scena che Giuseppe non ha potuto che immortalare). Via Regina Sforza ci ha riportati in Comune. Il torrione (abbandonato) di proprietà di privati meriterebbe più decoro. Lo stesso decoro che ha perso purtroppo la piazzetta dell’Incontro, imbrattata da murales opera di qualche scarso disegnatore di emozioni. Un’altra cosa da ripulire in questo splendido quartiere che non sarà certo il quadrilatero murattiano ma vive della sua inconfondibile ed irripetibile storia.
Un quartiere che ha bisogno urgente di cure. Un quartiere a cui si dovrà dare nuova linfa riportandoci la gente ad abitare, a passeggiare. Un quartiere abbandonato da quando esisto. Un quartiere che è uscito dal degrado della presenza del mercato ortofrutticolo giornaliero ma che è rimasto solo, abbandonato, senza attrattive. È su questo che bisognerà intervenire. Dare un motivo alla gente di passare di li. La presenza della gente allontana i fantasmi. Questo è vero. Ma la gente che in quel posto vuole tornarci a vivere, a lavorare, a passeggiare non bisogna spaventarla con storie inventate di vecchi fantasmi, di cacche e di pericoli di ogni genere. Il centro storico è bello. Può tornare a vivere, ne sono certo. Ma si rema tutti dalla stessa parte. Non si può sventolare amore per il Centro Storico e spaventare chi vuole aprirci attività economiche che riporterebbero sicuramente gente in quel posto, suggerendo agli interessati di non partecipare al bando pubblico che incentiva con aiuti economici l’apertura di nuove attività. Questo non è amore. Io ci vedo voglia di affossare il borgo antico, con solo e soltanto stupida voglia di affossare un’amministrazione comunale che le sta provando tutte per far ripartire (anzi diciamocela tutta … partire) quel posto.
La voglia di affermazione politoco-elettorale deve prescindere da tutto questo. Parlare è facile, i fatti sono altra cosa. Basta con le stronzate. Noi andremo avanti. Ce la metteremo tutta. Noi adoriamo il nostro paese: tutto. Centro Storico compreso. Non ci fermeremo. Viva Capurso, Paese Vivo!

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