Il Castello, Gaetano delle marionette e i “Lampi di legno”.

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Il “Premio Capursese dell’anno 2014”, che ha visto premiato Nicola Taranto con il suo Enjore, da ormai due edizioni, è arricchito dalle opere in legno di un giovane artigiano capursese: Alex Romano. Lo scorso anno incise una tavoletta raffigurante il “Re del Tempo” e quest’anno, dopo una accurata ricerca completata con la preziosa collaborazione dello storico Gino Pastore, ci ha proposto l’immagine del “castello” e del burattinaio “Gaetano Manfredi”, uno degli ultimi abitanti del castello e uno dei personaggi più romantici della storia capursese.
taranto<<Puparo, proveniente da Napoli, scelse di vivere a Capurso eleggendo a sua  dimora una stanzetta al piano terra del vecchio palazzo marchesale. L’avv. Pasquale Battista così lo ricorda sui fogli del “Ciclopane” del 9 marzo 1977: …Certamente non viveva solo, ma in compagnia di uno sbrindellato Pulcinella e di tre o quattro marionette difficilmente catalogabili tra quelle conosciute. Le cinque marionette lo amavano anche se avevano il cuore di legno e, sotto le sue mani, vibravano di umanità dolente, fino a sgranare gli occhietti segnati da un impossibile blu, fino ad arricciare le bocche dipinte di un rosso carminio squillante. E Gaetano le riamava, portandole sempre con sé in un sacchetto che emanava un acre odore di unto: l’inconfondibile profumo della miseria. Soffriva con loro soprattutto quando aveva fame, sempre cioè. E la fame fu il tema fisso delle sue rappresentazioni. Un piatto di vermicelli fu il sogno inappagato dei suoi personaggi. D’estate, inforcava sulle sue spalle esili il suo teatrino formato da quattro assicelle e da un siparietto rattoppato alla meglio e, a passettini svelti, quasi fosse Charlot […], si susseguivano i suoi spettacoli,  con gioia dei piccoli e con malcelato divertimento dei grandi…
…Dopo ogni rappresentazione, Gaetano si accontentava di pochi soldini, ed era felice se, in loro vece, gli veniva elargita una minestra fumante. Da autentico artista, genio e sregolatezza, non si preoccupava del giorno seguente: solo l’attimo fuggente era importante…  Fu il Bertold Brecht della povera gente, contadini soprattutto, che sul finire del giorno, sotto la fioca illuminazione della piazza, riuscivano a commuoversi e a divertirsi per le rantolanti battute di Pulcinella.>>
Il bassorilievo è interamente scolpito e dipinto a mano su tavola in legno di tiglio. L’uso del legno e la tecnica utilizzata ne fanno un prezioso oggetto d’arte.
Alex fino a qualche giorno fa lavorava nella sua bottega conversanese nei pressi della cattedrale, ma tra un pò sarà possibile acquistare le sue opere in via Regina Sforza, nel nostro centro storico, in quanto grazie ai contributi a fondo perduto messi a bando dal Comune, sta aprendo la sede di “Lampi di Legno”, qui a Capurso.

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info: www.lampidilegno.it

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