Ottomila volumi, eventi e tecnologia all’avanguardia. La biblioteca D’Addosio e la Bibliodiversità.

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La Biblioteca comunale D’Addosio è innanzitutto un contenitore di libri di cui i cittadini (capursesi a non) possono fruire gratuitamente. Essa ha un patrimonio librario di poco meno di ottomila volumi (tutti “a scaffale aperto”) che vanno dalla narrativa alla saggistica, dalla storia all’arte, alla storia patria. Da ultimo è stato creato un notevole settore dedicato alla letteratura per l’infanzia.
L’obiettivo precipuo dell’amministrazione comunale è di incrementare l’affluenza di lettori e in questo senso, compatibilmente con le risorse disponibili, sono annualmente acquistati libri.
Pochissimi dati, solo i più recenti, ma per certi versi sintomatici. Proprio lunedì sono stati acquistati sette libri di recentissima pubblicazione con i proventi di una iniziativa, incastonata nella Fanoje, che ha permesso di incassare somme (alcune decine di euro, per carità) attraverso la vendita di libri doppi presenti in magazzino. Altrettanto è stato fatto con i proventi dell’iniziativa della tombola per i più piccoli in occasione della Befana. Lo scorso settembre sono stati acquistati prestigiosi volumi della Treccani dedicati alle regioni italiane. Dalla casa editrice Palomar, con fondi economali sono stati acquistati a prezzo ridotto numerosi volumi pubblicati da una delle più prestigiose case editrici a livello locale. Altri volumi sono stati acquisiti dall’altrettanto prestigioso editore Adda.
La Biblioteca è inoltre la sede elettiva di due rassegne letterarie che hanno raccolto riconoscimenti non da poco: a livello locale, “Il libro parlante”, a livello comprensoriale “Il libro possibile-winter”, che da due anni ha raccolto il testimone del presidio del libro Cartesio.
È stato anche attivato un abbonamento online con il maggior quotidiano locale che è fruibile dalle postazioni multimediali.
La D’Addosio è anche un plesso polifunzionale. Dal 2010 essa è sempre più utilizzata per eventi culturali, a disposizione di quanti – soggetti privati, singoli o associazioni, il comune stesso – avessero idee e progetti da proporre e da concretizzare. Per esaltare questa modalità di fruizione della struttura pubblica, da un anno circa è stata creata la definizione “Bibliodiversità”: per dire che la D’Addosio è sì una biblioteca, ma è anche altro. È il centro del piccolo universo culturale locale. E come tale vuol affermarsi sempre più. Il centro gravitazionale delle attività culturali pubbliche e private. Con il suo salone per gli eventi, la sua “music room”, con le sue dotazioni multimediali (cinque postazioni pc, compresa una per portatori di disabilità), con le tecnologie (dal wi-fi al videoproiettore ad una attrezzatura audio all’avanguardia).
La fruizione da parte degli agenti formativi istituzionali e privati è un altro elemento fondamentale. I rapporti con la scuola sono continui, con visite guidate promozionali, eventi a target specifico, presentazione di libri per i più piccoli. L’utilizzo da parte di soggetti che si occupano di formazione e aggregazione delle persone anziane consente l’approccio con il mondo della cultura da parte di una fascia di cittadinanza che altrimenti ne sarebbe esclusa.
Certo, molto si può fare. Dal punto di vista organizzativo, logistico, implementando le tecnologie e arricchendo il patrimonio librario. Ma molto è stato fatto, anche grazie al supporto di soggetti esterni che hanno lavorato e stanno lavorando a servizio dell’amministrazione e della comunità.
Oggi possiamo dire che, pur senza disporre di risorse adeguate, la D’Addosio è cresciuta. I dati, in termini di qualità dell’offerta libraria (la Biblioteca), di affluenza e di offerta diversificata (la Bibliodiversità con le decine di eventi l’anno, dalla presentazione di libri alla proiezione di film, dalle manifestazioni per i ragazzi ai concerti) stanno lì a confermarlo. L’apprezzamento della gente – a parte le critiche, sempre benvenute quando sono costruttive, e le immancabili stonature e cadute di stile, per non dire delle prese di posizioni da parte di gente sostanzialmente disinformata – ne sono la certificazione migliore.

Michele Laricchia, Assessore alle Politiche culturali
Gianni Locorotondo, Consigliere comunale delegato

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