Il suono unico di Pat Metheny e il drumming irresistibile di Antonio Sanchez.

​Ieri sera sono stato al Teatro Team per il concerto del nuovo quartetto di Pat Metheny, completato da Antonio Sanchez alla batteria, Gwilym Simcock al piano e dall’australiana Linda Oh, al basso. Concerto godibilissimo,  ma con qualche riserva, anche se, c’è da dire, che l’esecuzione di uno qualsiasi dei brani del ricco repertorio di Pat, vale il prezzo del biglietto. Il suono, a mio parere, sembrava ovattato. Non assolutamente all’altezza di una band di così alto livello. Il basso si sentiva poco e il piano praticamente inesistente. Peccato! Ma ai baresi e anche a me, Metheny piace, e ascoltare alcuni dei temi più belli che la musica degli ultimi trent’anni ci abbia regalato, è stato davvero bello. Le melodie di Pat sono state arricchite dal drumming irresistibile del grande Antonio Sanchez, che si conferma batterista di valore assoluto. È stato il mio quarto concerto di Metheny compreso quello di 10 anni fa a Capurso che ho avuto la fortuna di seguire dal palco. Ma era un’altra band, un’altra storia. Il Pat Metheny che preferisco, resta quello del PMG.

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