Una bella domenica! È il caso di dirlo.

Un amministratore che vede il bicchiere mezzo vuoto, penserebbe “che disastro, manco la domenica, libera!“. Un amministratore come me, che il bicchiere lo vede sempre mezzo pieno, invece, pensa “che bella domenica, passata in compagnia di tanti amici, impegnato la mattina per una giusta causa e il pomeriggio per la valorizzazione dell’arte e della bellezza.”
Questa è stata la mia domenica. Una bella domenica di fine aprile. Una bella domenica capursese. Soprattutto quando penso che gli amici di Asfa Puglia sono tornati a casa carichi dei sorrisi di 284 iscritti all’iniziativa Camminiamo insieme con Nu Casin N Gap, coscienti del fatto che tante associazioni hanno collaborato alla buona riuscita della festa, e soddisfatti dell’ottimo risultato portato a casa con la raccolta fondi che sarà destinata al progetto “La Casa di Pandora“, la struttura d’inclusione per bambini speciali che gli amici dell’associazione a supporto di famiglie con autismo, stanno realizzando. 1.420,00 euro! Un piccolo ma necessario tassello, utile alla realizzazione del progetto, che saremo pronti a sostenere ancora, ogni volta che Asfa ci onorerà di poterlo fare.

Nel pomeriggio, invitato Gioacchino Carella, presidente dell’Ute Il Re del Tempo, stato in Basilica per la serata di premiazione dell’iniziativa “Contaminazioni Culturali“, un concorso di pittura tra le UTE di Capurso, Noicattaro, Rutigliano, Palo del Colle e Ruvo di Puglia, brillantemente diretto dall’artista capursese Michela Consalvo. È stato un altro bel momento, fatto di passione e bellezza, con i partecipanti-premiati, visibilmente emozionati, e pronti a dipingere un’altra tela con l’entusiasmo di chi, in un mondo migliore, fatto di pensieri positivi, ci crede ancora.
Complimenti a tutti quelli che hanno fatto di questa domenica, una domenica speciale!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Manduria: pensionato picchiato e bullizzato, vittima di una baby gang. È colpa nostra. Non abbiamo alibi.

La casa della vittima.

Manduria: 14 ragazzi, 12 dei quali minorenni, si “divertono” a violare la serenità di un pensionato sessantaseinne, con pugni, calci, bastonate, offese e maltrattamenti di ogni genere, fuori e dentro l’intimità domestica dell’uomo, perché annoiati della vita che la cittadina in provincia di Taranto, offre ai giovani (questo dice la mamma di uno dei ragazzi). La storia, che tutti a Manduria conoscevano, perché certe cose si vedono(!) e non c’è alibi che tenga, si è chiusa con la morte di quel poverino.

L’uomo, per mesi, è stato vittima di una baby gang. I ragazzi sono indagati della Procura ordinaria e della Procura per i minori di Taranto. L’accusa è di omicidio preterintenzionale, stalking e rapina.

Gli indagati, secondo gli inquirenti, durante gli assalti nell’abitazione dell’uomo e per strada si sarebbero ripresi con i telefonini mentre sottoponevano la vittima alle violenze, per poi diffondere i video nelle chat di Whatsapp.

Il procuratore capo di Taranto al Tg1, afferma che l’uomo, sarebbe ancora tra noi, se tutti quelli che sapevano, avessero informato gli organi di polizia molto tempo prima”.

Questa storia fa molto male. È la categoria di ragazzini che prima distrugge i bagni e le giostrine del parco e della villa comunale, poi aggredisce i coetanei per strada, e continua insultando i pensionati e aggredendo i più deboli. L’escalation è drammatica e può portare a problemi irrecuperabili per chi aggredisce e soprattutto per chi, le violenze, le subisce.

È successo a Manduria, ma può accadere ovunque. Di cretini in giro ce ne sono tanti e vanno bloccati con ogni mezzo. Le telecamere di videosorveglianza non bastano. Denunciamo senza avere paura. Facendo nomi e cognomi, coinvolgendo Carabinieri e Polizia Locale. Non c’è nessun rischio per chi denuncia, solo la possibilità di aver salvato delle vite umane. Perché un’altra storia come quella di Antonio Stano, sarebbe l’ennesima grande sconfitta di una società che cerca i colpevoli sui barconi, mentre i colpevoli veri siamo noi. Tutti!

Oggi a Capurso non c’è stato nessun derby. Abbiamo celebrato la Festa degli Italiani!

Un discorso fatto col cuore. Con il dovuto rispetto nei confronti di chi, 74 anni fa, ha reso il popolo italiano Libero dall’odio e dalla guerra. Un discorso che lascia poco spazio ai rappresentanti delle Istituzioni che, in questi giorni, hanno parlato con terrificante ignoranza, di una data così rilevante nella storia della nostra nazione, paragonandola a un derby, a una sfilata di fazzoletti colorati, decidendo clamorosamente di disertarne le celebrazioni ufficiali. Ho avuto l’onore di sostituire il Sindaco Francesco Crudele e rappresentare Capurso circondato dal calore dei capursesi, che in tanti hanno partecipato alla celebrazione del 25 aprile:

Carissimi concittadini, autorità civili, militari e religiose, carissimo Sindaco dei Ragazzi e giovani Consiglieri del Consiglio Comunale dei Ragazzi, è bello rappresentare l’intera comunità capursese, con il tricolore sul petto, quel tricolore che ci unisce, che identifica tutti gli italiani.

È sempre un grande onore, poter affermare, in questa giornata tanto importante per la storia nazionale, un convinto “NO” a tutte le guerre. È questo il senso che bisogna attribuire alla giornata odierna, un messaggio giunto sino a noi, seppur bagnato dal sangue di tanti italiani che hanno dato la vita per un unico valore, la Libertà.

Sappiamo tutti che il 25 aprile del 1945 segnò la vittoria della Resistenza Italiana sui nazifascisti. Quel giorno la città di Milano, sede del comando partigiano, insorse e prese il sopravvento sui fascisti. Ormai, la maggior parte d’Italia era libera e la guerra stava per finire. Il 28 aprile Mussolini venne catturato e giustiziato. I tedeschi si arresero l’8 maggio, mentre i giapponesi lo fecero il 2 settembre di quello stesso anno. La seconda guerra mondiale stava terminando, ma l’Italia, l’Europa, il mondo intero continuarono a lungo a piangere sulle proprie macerie umane e materiali.

Il 25 aprile, dunque, è, e deve essere, la festa di tutti gli italiani. Ci si può ritrovare, senza riaprire le ferite del passato, nel rispetto di tutte le vittime, ma pur sempre nell’omaggio alla Liberazione dal nazifascismo, segno inequivocabile di riconquista dell’indipendenza e della dignità della nostra Nazione.

Il 25 aprile, invece, non può essere stigmatizzato come un ‘derby’, tra rossi e neri, tra fascisti e comunisti, soprattutto se questo messaggio arriva da un esponente delle istituzioni, peggio ancora se ricopre uno dei dicasteri più delicati del nostro ordinamento costituzionale. Il 25 aprile deve restare memoria della fine della guerra, dell’occupazione nazista, della guerra civile. Il 25 aprile è l’alba della democrazia repubblicana. Quella democrazia che oggi porta milioni di italiani, uomini e donne, al voto nel rispetto della Carta Costituzionale che, proprio da quel 25 aprile 1945, ebbe la sua prima fase embrionale. Il derby non è mai esistito, non lo è stato neanche nei giorni immediatamente successivi alla resa delle forze nazifasciste, allor quando si scatenò a Milano un’ondata di vendette contro gli ex sostenitori della Repubblica di Salò. Non era derby neanche quando il Sindaco Antonio Greppi, ricordato dai milanesi come il Sindaco della Liberazione, non esitò a prendere posizione ufficiale contro quelle violenze, benché lui stesso fosse da considerare una vittima indiretta del fascismo, poiché suo figlio Mario, membro dell’VIII brigata Matteotti, era caduto a Milano nel corso di una rappresaglia attuata dalla legione autonoma Ettore Muti, la legione più impegnata e violenta contro i partigiani milanesi.

Derby… Ma che linguaggio è? Che messaggio si da alle giovani generazioni? Cari concittadini, ma soprattutto voi ragazzi, il 25 aprile sappiatelo e urlatelo in giro non è un derby, è storia, che solo quando non si conosce, forse, la si può liquidare come se fosse un racconto, uno dei tanti, come se fosse una competizione sportiva. Dobbiamo opporci a questa deriva violenta e dissacrante del linguaggio e dei valori su cui si fonda la nostra Repubblica, non è accettabile che a 74 anni di distanza, uomini dello Stato, che hanno giurato sulla Costituzione, parlino del 25 aprile come di una sfilata di fazzoletti colorati.

Il 25 aprile non è un derby, non è un tweet, non è una trovata social. Il 25 aprile “sfilano” i cittadini italiani fedeli alla Costituzione e contrari agli orrori della dittatura nazi-fascista. Questa festa, perché il ritorno della libertà non può che essere un giorno di festa, serve a non dimenticare gli orrori di quella storia.

In quel 25 aprile milanese, la stampa titolava “L’Italia è libera, l’Italia risorgerà“. Un grido di speranza, mille volte più forte del dolore. Un grido di speranza che unì gli italiani sotto un’unica bandiera.

Ma non sarebbe giusta la storia se non desse il corretto merito alle forze partigiane che contribuirono in modo sostanziale alla fine del regime nazifascista. Non divise militari, non eserciti regolari, ma semplici uomini e donne, piccoli eroi, di tutte le estrazioni sociali e di varie vedute politiche, si unirono per ribellarsi alla dittatura, insieme agli alleati.

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha indicato la linea di confine tra le due parti: “da una parte si combatteva per la libertà, dall’altra per la sopraffazione. Da una parte è venuta l’Italia in cui viviamo, che avrà mille difetti ma li possiamo denunciare e combattere; dall’altra  un’Italia in continuità con un regime agonizzante, che avrebbe continuato a far vivere i suoi cittadini in obbedienza alla volontà di un uomo o di un’oligarchia o di una dottrina. Controllato da quella volontà, il popolo era obbligato ad essere fascista. Non si poteva essere marxisti, o liberali, o cristiani… È questa la differenza. Ed è una differenza sancita nella Costituzione. Il che significa che il risultato più grande e più duraturo della Resistenza è la nostra Costituzione. Chi è morto da partigiano o da resistente, è morto perché fosse scritta questa Costituzione. La Costituzione si può perfezionare, tutto è perfettibile, ma non si può tradirla”.

Ricordare oggi la Resistenza, settantaquattro anni dopo, vuol dire ricordarsi di tutto questo, ma vuol dire anche elevare il livello di analisi dei problemi, poiché è giunto anche il momento di dire un secco ‘no’ a una volgarità dilagante che imperversa e ci fa credere che bisogna sempre tenere lo sguardo basso, vivere nella paura, soprattutto del diverso, addirittura della Storia, se non è quella funzionale a ciò che più ci fa comodo. E allora, alza lo sguardo Italia e fatti grande, onorando tutte quelle donne e quegli uomini che non hanno bisogno di mitra ed elmetti per difendersi dal pensiero altrui, che non incutono paure, ma disseminano il germe della speranza e della solidarietà, che hanno come arma di Istruzione di massa la Costituzione della Repubblica! Alza la testa Italia. W il 25 aprile! W l’Italia! W Capurso!

Camminiamo con Asfa Puglia.

Un percorso a piedi di 3,5 km per le principali vie di Capurso, con partenza da Largo Piscino e arrivo al Parco Comunale, attraversando via Noicattaro, via Madonna del Pozzo, via Torricella, via Regina Sforza, piazza Gramsci, via Rocca, via Balzo, via Sant’Antonio, via Filomarino, via Pappacoda, via Mizzi, via Montesano, via De Gasperi, via sant’Onofrio, via don Minzoni, via Grottemorgola, via La Malfa, via San Carlo e via Pertini fino all’ingresso del Parco Comunale di via Sant’Annibale di Francia. Una passeggiata solidale in favore di Asfa Puglia, l’associazione a supporto delle famiglie con autismo. Un appuntamento da non perdere del cartellone Primavera della Cultura.
L’iscrizione all’iniziativa ha un costo di 5 euro che saranno interamente devolute all’associazione Asfa Puglia, per finanziare i progetti dell’associazione a favore dei bambini autistici. A tutti i partecipanti è garantita la bandana personalizzata Nu casin n gap. All’arrivo al Parco Comunale, animatori, musica, momenti di lettura e di ascolto faranno di domenica 28 aprile una domenica indimenticabile. All’iniziativa devono partecipare le intere famiglie. Ai bambini farà bene camminare con i genitori, ai genitori farà bene per smaltire le grandi mangiate di Pasqua e Pasquetta.

Info: 391.3772718. Quota d’iscrizione 5 euro.
Iscrizioni c/o Biblioteca Comunale D’Addosio, nei giorni 26, 27 aprile, dalle ore 18 alle ore 20.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Teatro dei Burattini. Il tour di Alessio Sasso fa tappa nella Villa Comunale di Capurso.

A partire dal 19 aprile e fino al 28, il cartellone Primavera della Cultura, ospiterà un giovane e talentuoso artista, appassionato del suo lavoro e soprattutto voglioso di far conoscere e trasmettere ai più giovani la nobile arte del Teatro dei Burattini.
Il “Teatro nazionale dei Burattini di Alessio Sasso“, rappresenta una bella realtà nella tradizione dell’arte dei burattini. La compagnia è nata il 13 dicembre 2012 a Bisceglie insieme alla fondazione DCL (donare, condividere, liberare), riscoprendo la bellezza dei sogni e delle passioni nascoste nel cuore del giovane burattinaio Alessio Sasso. Questa compagnia opera in tutto il territorio italiano in modo particolare in Puglia con 2 strutture viaggianti, una per le piazze e l’altra per le scuole e i centri commerciali. Quelli di Alessio Sasso, sono spettacoli appartenenti alla commedia dell’arte napoletana avente come personaggio principale Pulcinella. Ad accompagnare le rappresentazioni troverete uno stand ricco di burattini simili a quelli che agiscono sulla scena, realizzati e dipinti interamente a mano sia per il divertimento dei bambini a casa, sia per collezione.
Pe tté sono nu principe, pe tté so nu signore, per questo colto pubblico solo un umile servitore“. Così il più grande Pulcinella di tutti i tempi, Antonio Petito, terminava alcune delle sue farse. Da questo grande autore-attore napoletano, ma anche dal grande Totò e da Eduardo De Filippo, la compagnia prende spunto per gli spettacoli messi in scena nelle piazze.
Sono tanti gli spettacoli che Alessio Sasso presenterà al pubblico capursese, e sono tutti adatti a piccoli e grandi, tra gli altri, Pulcinella e la festa di Santo catturato, Pulcinella e don Gennaro pittori di un morto vivo, Pulcinella asino per amore, Pulcinella e don Felice in una scampagnata di due disperati, Pulcinella mago per amore, Pulcinella e la farina del diavolo, Pulcinella e i ladri in casa Zoccoli, Pulcinella fratello sfortunato.
Oggi questa esperienza teatrale trasmette intatto un vecchio messaggio di comicità, fatto di  semplicità e genuinità popolare e pedagogica, calata in una matrice artistica in evoluzione. La magia del teatro dei burattini dura e persiste ancora oggi nonostante la tecnologia. In fin dei conti è bello sapere che i bambini abbandonano cellulari e videogiochi per tuffarsi a capofitto nel mondo di Pulcinella&Co di Alessio Sasso.
Saranno 2 gli appuntamenti serali con il Teatro dei Burattini. Il costo del biglietto è di 1 euro a persona. Orario degli spettacoli 19:30 e 20:30. Aperto anche a Pasqua.

Questo slideshow richiede JavaScript.