Capurso Cultura. Il Cartellone della Primavera, con gli appuntamenti da Aprile a Giugno 2013. Invito alla programmazione.

cartolina primavera 2013

Cari amici delle associazioni capursesi, giovedi 4 aprile, la Giunta adotterà la delibera di approvazione del cartellone primaverile Capurso Cultura 2013. Auspico, come sempre, di poter ospitare tutte le iniziative che vorrete proporre all’amministrazione, con la concessione del Patrocinio gratuito. Come sempre, l’amministrazione si adopererà per pubblicizzare e promuovere nel miglior modo possibile tutti gli eventi in cartellone. Certo di un riscontro positivo, vi invito a voler segnalare le vostre iniziative entro e non oltre venerdi 29 marzo. Sempre disponibile al confronto e ad un eventuale incontro negli uffici dell’assessorato, vi saluto e vi ringrazio per la preziosa collaborazione.

VILLA CONFISCATA ALLA CRIMINALITÀ DIVIENE BENE COMUNALE.

Vorrei dare massima visibilità a questo straordinario esempio di legalità, che vedrà protagonista il Comune di Capurso con la visita del Prefetto di Bari Mario Tofaro.

VILLA CONFISCATA ALLA CRIMINALITÀ DIVIENE BENE COMUNALE. CRUDELE: “UNA FESTA DELLA LEGALITÀ, ORA DIVENTI UN BENE SOCIALMENTE UTILE”

Una struttura confiscata alla criminalità organizzata diventa patrimonio del Comune di Capurso.

prefettoL’ANBSC (Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata), l’organo di scopo controllato dal Ministero dell’Interno, ha infatti assegnato al patrimonio indisponibile dell’Amministrazione una grande villa sita in località Santa Barbara a Capurso e confiscata a un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. Si tratta di un complesso composto da una struttura a due piani di circa 400 metri quadrati di superficie coperta complessiva e da un giardino circostante di ben 4.000 metri quadrati, in parte attrezzato a verde con di impianto di irrigazione integrato e stalle per cavalli. La cerimonia di consegna si terrà mercoledì 20 marzo, alle ore 11.30 presso la sala consiliare del municipio di Capurso (in largo San Francesco).

Interverranno:                                                                                                                                     il Prefetto di Bari, Mario Tafaroil Questore di Bari, Domenico Pinzelloil Comandante provinciale dei carabinieri, Colonnello Aldo Iacobelliil Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Generale Vito Straziota; il coordinatore del Nucleo Beni Confiscati presso la Prefettura, vice-prefetto Alfonso Magnatta; il Sindaco di Capurso, Francesco Crudele; il Sindaco del Consiglio Comunale dei ragazzi, Roberto Sifanno; il Presidente del Consiglio Comunale dei ragazzi, Domenico Quiete.

Il ritorno alla collettività onesta, grazie a magistratura e forze dell’ordine, di un bene evidentemente realizzato con il frutto di attività criminose – ha detto l’assessore comunale al Patrimonio, Rocco Abbinante – è una occasione di riscatto sociale. Ora bisogna trovare le risorse per completare l’edificio: l’Amministrazione non può far fronte a un tale impegno solo con proprie risorse: ci metteremo all’opera per intercettare finanziamenti. L’esperimento felicemente riuscito del PON Sicurezza “Io giogo legale” può essere un modello”.

Si tratta – ha detto il Sindaco di Capurso, Francesco Crudele – di una giornata stupenda per il nostro paese: a Capurso la cultura della legalità guadagna terreno, conquista nuovi spazi, mentre la criminalità viene ricacciata sempre di più ai margini. Oggi festeggiamo, ma questa è solo la prima puntata della storia: la vera sfida, per me e per i miei assessori, ma vorrei dire per tutti i capursesi, sarà quella di trovare un modo per rendere subito questo spazio disponibile e utile per la comunità. Un nuovo gravoso impegno che affronteremo con determinazione, ma anche con gioia e serenità.”

 

La politica capursese consulta il mondo dello sport.

Il Consiglio Comunale, ha votato all’unanimità il Regolamento per la costituzione ed il funzionamento della consulta comunale per lo sport. Ecco la mia relazione in merito.

C’è finalmente un’aria positiva attorno al mondo della politica. L’elezione del Senatore Grasso e dell’Onorevole Boldrini alla guida delle camere, hanno ridato speranza ed ossigeno agli italiani. A questo si aggiunge, e non è da poco, l’elezione di Papa Francesco. Tre figure intrise di un grande esempio di vita vissuta, per strada, aggiungerei; tre persone che hanno fatto della semplicità, della condivisione e della socializzazione, motivo di vita. Queste tre figure, che spero possano ricoprire i loro incarichi istituzionali per il più lungo tempo possibile, vista la loro semplicità, visto il sentimento di speranza con cui noi italiani li abbiamo accolti, devono rappresentare, a mio modesto parere, una guida per chi come noi cerca, per il bene comune, di amministrare una comunità. Il voto politico di qualche settimana fa, ci ha duramente chiesto di dare una svolta alle modalità di amministrazione delle nostre comunità. I partiti hanno perso, ha vinto chi, con forza, chiede un cambiamento. Ha vinto chi chiede di essere parte delle decisioni e delle scelte. Ha vinto chi non vuole più il solito piatto pronto preparato a dovere nelle stanze dei palazzi. Devo dire che l’amministrazione Crudele, questo processo l’ha avviato già dal 2010. Sono stati tanti i momenti di condivisione e di consultazione tra politica e cittadini, ed in particolare tra politica e associazioni. Possiamo vantarci di avere un ottimo rapporto con le associazioni locali, con TUTTE le associazioni locali, aggiungo. Possiamo vantarci di essere un esempio per i comuni della nostra provincia. Amministriamo e condividiamo senza alcuna chiusura, cosa semplice da dirsi ma difficile da farsi. Ne sono un grande esempio i Comitati di gestione “OPERATIVI” della biblioteca e del Centro Sociale Anziani, l’osservatorio permanente per la legalità, Il Piano dell’offerta Formativa Territoriale, i Forum che ci hanno portato ad ottenere importanti finanziamenti pubblici per la realizzazione di grandi opere, le conferenze pubbliche in tema di urbanistica e commercio, che grazie al confronto con tecnici, commercianti e cittadini hanno raggiunto risultati impensabili di condivisione e consultazione; le decine di incontri organizzativi con le associazioni culturali per l’organizzazione dei grandi eventi pubblici locali. Sono, a mio modesto parere, tutti esempi di bella politica, e nel solco di questo esempio di politica di strada, di confronto e di socializzazione delle problematiche, invito il consiglio comunale a votare si all’approvazione del regolamento per la costituzione ed il funzionamento della consulta comunale per lo sport, che ha un solo ed unico scopo: quello di accogliere il parere, se pur consultivo, degli operatori e dei tecnici dello sport capursese; e poi aggiungiamoci quello di, ad esmpio, accogliere il sentimento di preoccupazione per un palazzetto che ancora non c’è, ma che presto arriverà; e soprattutto quello di condividere gli allori, allor quando, ad esempio, il palazzetto ed altre soddisfazioni comuni entreranno a far parte della vita di noi capursesi. Vorrei ringraziare chi ha lavorato per la redazione di questo regolamento, in primis il dottor Vito Sante Di Mise e a seguire i membri della Commissione con cui ci è stata un’ottima condivisione del lavoro: Jhonny Calabrese, Giuseppe Squillace, Maria Squeo e Raffaele Consalvo; e per chiudere, i dirigenti delle società Asd Capurso Calcio, Futsal Capurso, Polisportiva Orsa e Football Club Capurso, che ho consultato in queste settimane per rendere il più concreto possibile questo regolamento.

Creare lavoro con l’uncinetto. Potrebbe essere un’idea.

IMG_1649Sotte a uarche alla condrore,

ammene nu belle vendecidde,

ci è bell a stè d’affor cù crescè sope o castiedde…”

Era la Fanoje di tanti anni fa, io ne avevo 8, quando su un palchetto in Piazza Gramsci, il maestro Gino Pastore, prese alcuni di noi, alunni della sua classe, e ci fece recitare una poesia, il cui titolo sinceramente non lo ricordo e che iniziava proprio così. Il resto della poesia non mi è rimasta in mente, questa era la parte che recitavo io e non l’ho mai dimenticata. Parlava delle nonnine che nelle viuzze del Borgo Antico di Capurso si dilettavano, ma molte di loro lo facevano per mestiere, nell’arte du crescè in italiano l’uncinetto. Le origini della lavorazione all’uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo, in Estremo Oriente, in Africa, in Europa, nelle Americhe. Esempi se ne ritrovano, addirittura, già nella cultura egizia. Ma i merletti capursesi sono unici nella storia. Tanti nostri commercianti, si sono arricchiti, in particolare sulle spiagge dell’Emilia Romagna nel primo dopo guerra, grazie alle opere tessili delle donne capursesi. Ma per cause che io non riesco a comprendere, l’arte du crescè, a Capurso si è persa. Non si è riusciti a preservarla da una modernizzazione ignorante. Forse nei lontani anni ottanta, la semplice organizzazione di corsi di uncinetto, avrebbe potuto salvare quest’arte ormai in estinzione. Qualcuno potrebbe dire: “adesso ci sei tu, organizzatelo”. Certo. È proprio per questo che sto scrivendo questo pezzo. Voglio organizzare un corso di uncinetto, magari trovando delle nonnine disposte a tramandare la loro arte a giovani volenterose. L’uncinetto potrebbe essere un’ottima possibilità di lavoro per i giovani. Si è vero, ormai ci sono i merletti cinesi, li vendono con una miseria di €uri, ma è pure vero che i cinesi vendono pure abbigliamento con una miseria di €uri, ed è ancor più vero che quando abbiamo bisogno di un capo di un certo livello, scegliamo quello di sartoria, quello italiano, quello fatto dai nostri maestri artigiani. L’idea mi è venuta in mente guardando la velocità con cui mia nonna, domenica scorsa, si districava con gli uncinetti all’età di ottantacinque anni e forse più. Ho quindi pensato, se riusciamo ad organizzare un corso, a farlo diventare lavoro per i giovani, a rimettere in moto il commercio dei merletti capursesi, le nuove artigiane non dovranno avere paura manco dei tagli dei governi, della riduzione delle pensioni e dell’innalzamento dell’età pensionabile. Anche a ottant’anni passati, potranno lavorare ed infischiarsene delle malefatte della politica, dei Berlusconi, dei Monti, dei Bersani e dei Grillo di turno.

Per il papa argentino le campane di Capurso hanno suonato prima di quelle di Castelgandolfo.

papa

Non è una chiacchiera. E’ la sacrosanta verità. Sarà stato pure un problema tecnico, ma è successo. E può significare tante cose. Ma andiamo con ordine. Il nuovo Papa ci piace! Lo dicono i social network, lo diceva la gente nel bar alle 7 di stamattina, lo dicono i soliti opinionisti televisivi. Il capo supremo che si affaccia alla finestra e dice che tocca a lui benedire noi, è vero,  ma   prima di farlo ha bisogno della benedizione del suo popolo. Mi è sembrato un grande atto di semplicità e umiltà. Dovremmo prenderne esempio. Dobbiamo prenderne esempio soprattutto perchè, la gente umile e semplice, nelle cabine di comando scarseggia sempre di più. Le cabine di comando, sono sempre più, piene di uomini che si sentono arrivati, super, insostituibili ed eterni. Tutte stronzate! La verità è che siamo tutti fragili e deboli e che per reggere allo stress, al confronto con la gente, al passare del tempo, abbiamo bisogno di condividere le nostre emozioni, i nostri problemi e le nostre gioie, con il più alto numero di persone immaginabile, nel difficile tentativo di assorbire da loro quanta più positività possibile. Questa è la sensazione positiva e la speranza che Francesco mi ha dato ieri sera. Il suo compito sarà difficile. E’ il capo di una chiesa malata. Malata non solo per gli scandali bancari, per la pedofilia, per la crisi vocazionale. No. Sono problemi marginali. Seri ma marginali. E’ molto più diffusa la mancanza di fede, o addirittura la fede per “moda”. Non mi nascondo, molte volte, e da tanto tempo, il mondo della chiesa mi irrita. Quando parlo di mondo, mi riferisco a tutto quello che gira attorno alla chiesa cominciando dai piani più bassi: le Parrocchie. Le Parrocchie, così come le sedi paesane dei partiti, penso siano lo specchio delle loro realtà immediatamente superiori. Trovo difficile la possibilità che la gente possa affezionarsi, innamorarsi e farsi catalizzare dalla fede cristiana. Piuttosto, noto una notevole disaffezione nei suoi confronti. Ma la colpa non è dei preti. O non sempre. Negativa è la rete che imprigiona le parrocchie. Molte volte i discepoli di Cristo, sono vittime di quella rete fatta di voglia di potere, di carriera a tutti i costi, anche all’interno di quel piccolo mondo. La sete di potere è tanta e diffusa. E’ questa la sfida che Francesco deve vincere. Abbattere la voglia di potere a tutti i costi di cui noi umani siamo sani portatori. Chi occupa i posti di potere non deve sentirsi il “capo”. Deve sentirsi il “mezzo”, deve sentirsi “al servizio” di chi l’ha scelto. Questo vale per tutto quanto ci circonda. Dalla politica alle istituzioni, alla squadra di calcio al capo di istituto sino ad arrivare al mondo della chiesa.  C’è bisogno di un bagno di umiltà e il Vescovo di Roma ieri ce ne ha dato un grande esempio. Ma è solo l’inizio, ne sono certo. Le campane a Capurso hanno suonato prima di quelle di Castelgandolfo. Sarà stato pure un problema tecnico, ma voglio sperare che sia il segno metaforico di un grande cambiamento. E spero, di cuore, che il cambiamento parta proprio dal paese di Santa Maria nel nome di Francesco, l’uomo scelto al servizio del popolo cristiano.